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n editoriale di R. Ferrari

La differenza tra

prescrizione e consiglio

L

a prescrizione dei medicinali dopo la dimissione da un pron-

to soccorso avviene mediante una lettera firmata digital-

mente dal medico. Spesso questo documento non rappre-

senta una prescrizione ma solo un indirizzo terapeutico per

il medico curante, che dovr

à redigere poi la ricetta vera e propria.

Avviene sovente che il paziente, avendo necessità del medicinale e

non comprendendo pienamente la sottile differenza tra “consiglio”

e “prescrizione”, venga direttamente in farmacia a richiedere il

farmaco. Questo avviene soprattutto in orario serale e nei festivi.

Il decreto del ministero della Salute del 31.03.2008 ha consentito,

in alcuni limitati casi di estrema necessità, la consegna al paziente

di un medicinale in assenza di ricetta. Tra le condizioni ammesse,

è prevista la consegna del farmaco per la prosecuzione di terapia

il giorno stesso della dimissione. Ma non sempre tale possibilità

è percorribile, come nel caso degli stupefacenti o dei preparati

galenici, e il farmacista si vede costretto a negare il farmaco all’as-

sistito generando una situazione di estremo imbarazzo e spiacevoli

discussioni. Il fenomeno è stato più volte segnalato dalle farmacie

territoriali e dagli ordini dei farmacisti alle autorità competenti; la

Regione Lombardia, in particolare, ha di recente invitato i medici

ospedalieri a redigere una prima prescrizione su ricettario proprio

per garantire la continuit

à assistenziale, ma questa iniziativa non

sembra aver portato nell’immediato i risultati sperati.

La reazione dell’assistito

è tuttavia comprensibile: dopo un

percorso diagnostico che pu

ò essere durato ore si reca in far-

macia per acquistare il medicinale di cui necessita e il suo ultimo

interlocutore glielo nega a causa di un cavillo burocratico che

egli non può e non vuole capire. Chi lavora al banco lo sa bene

e talvolta, per non sottrarsi alla responsabilit

à del proprio ruolo,

consegna comunque il farmaco eludendo la norma.

La soluzione a questo problema potrebbe essere pi

ù semplice di

quanto si pensi: perché non chiedere agli ospedali di modificare i

fogli di dimissione in modo che si evinca chiaramente l’intenzione

del medico di effettuare una ricettazione, sostituendo il sugge-

rimento “si consiglia” con il più professionale “si prescrive”?

In alternativa si potrebbe ampliare la casistica della consegna

urgente e concedere al farmacista, in virt

ù della sua compe-

tenza, di assumersi la responsabilit

à della dispensazione. Ciò

favorirebbe la continuità della terapia nel rispetto della legge e

ci agevolerebbe nel lavoro quotidiano in farmacia migliorando

l’idea che l’opinione pubblica ha di noi, cioè di rigidi burocrati, a

favore di un’i

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farmacia può migliorare il cross

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INCHIESTA

La laurea in Farmacia

seduce ancora i giovani

I protagonisti

in provincia

di Brescia

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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XXVI - n° 9 - Ottobre 2018 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano

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8mila giovani sognano di lavorare in farmacia. La crisi occupazionale che ha colpito

un po’ tutti i settori non sembra avere scalfito il fascino di questo corso di studi universitari

I

la realtà della farmacia italiana (vedi tabella a

pag. 8 e articolo a pag. 6). Ciò di cui ci sarebbe

maggior bisogno, però, sono i dati sull’occupa-

zione dei giovani farmacisti, che spesso non si

conoscono in modo preciso, impedendo alle

istituzioni di pianificare il numero di laureati

necessari al sistema. Sono, infatti, molti i giova-

ni laureati in Farmacia che rinunciano all’iscri-

zione all’Ordine dei Farmacisti, dove oltretutto

L’accordo tra Governo e Regioni

sulle linee guida in materia di

tirocini formativi e di orientamento,

siglato ormai il 25 maggio

del 2017, prevede che non è

possibile attivare un tirocinio

extracurriculare per i farmacisti

abilitati alla professione e iscritti

all’Ordine. Tale disposizione non

ha, però, completamente risolto

la questione dei contratti atipici.

Infatti, a oggi, sono 14 le Regioni

che hanno recepito le linee guida.

Una riflessione con Emilio Croce,

presidente Enpaf.

•apag.10•

Fitoterapico efficace, superfood

o alimento del futuro? Moringa è

tra le piante immesse sul mercato

degli integratori da minor tempo e,

tenendo conto del profilo d’uso che

potrebbe esprimere, ne sentiremo

parlare ancora a lungo.

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11/01/17

09:49

•segueapag.8•

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dati forniti da AlmaLaurea, il consorzio

interuniversitario che ogni anno indaga

il profilo occupazionale dei laureati nelle

diverse discipline (a 1, 3 e 5 anni dalla

laurea), restituisce un quadro fedele sul-

non è obbligatorio comunicare la professione

svolta, perché per esempio impiegati nell’indu-

stria o in altre attività dove non vige l’obbligo di

iscrizione all’Ordine professionale, per evitare

di dover pagare i contributi obbligatori all’En-

paf, l’Ente nazionale di previdenza e assisten-

za dei farmacisti.

Così, ormai da tempo si discute dei problemi

occupazionali e del fabbisogno di laureati in

farmacia senza conoscere la reale situazione

che, di sicuro,

è meno rosea di un tempo. Lo

confermano i vertici di Fenagifar, Fofi, ma an-

che il mondo universitario che insiste sulla ne-

cessità di trovare nuovi sbocchi professionali.

la pianta dell’anno

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Contratti atipici

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