ISSN 1126 2737

04/08/15 1

strumenti di diagnostica

Bimestrale - Anno LVI - N° 1 - Gennaio 2016 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale

D. L. 353/2003 (con. in L. 27/02/04 n.46) art. 1, comma 1, DCB Milano

1

MANUTENZIONE

Diamo vita

ai

vostri

desideri

Your vacuum solutions catalogue

www.trasmissionidipotenza.it

PNEUMATICA

L’asciugamani

ora è

pneumatico..

Un innovativo

prodotto brevettato

e realizzato da API.

MECCANICA

Autentiche

soluzioni

d’azionamento

L’evoluzione di Sew-

Eurodrive nel motion

control.

OLEODINAMICA

Soluzioni

innovative per il

settore agricolo

Hydac raccoglie le

sfide dell’agricoltura

di precisione.

RifR1_Germoglio_.indd 1

pag. 24

pag. 20

Scelta del software

di manutenzione

Uno sguardo agli

Paolo Stefanini

pag. 18

■ EDITORIALE

C

on l’acronimo inglese CMMS

- Computerized Maintenance

Management System - vengono

normalmente identificate le applicazio-

ni software che supportano il sistema

informativo per la gestione del pro-

cesso manutentivo. In italiano invece

usiamo la sigla SIM per indicare sia il

processo informativo sia il sistema in-

formatizzato della manutenzione. Un

I

termine anglosassone di “condition

l controllo dello stato di funzionamen-

to di un’entità attraverso la misura di

definiti parametri funzionali è noto col

software di manutenzione costituisce un fondamentale,

ormai indispensabile supporto alla manutenzione per ana-

lizzare i dati raccolti, identificare i “bad actors” (con tale ter-

mine si indicano i guasti che generano le perdite maggiori,

secondo il noto principio di Pareto) ed aiutare a mettere in

atto le azioni correttive necessarie. Molto spesso però gli

utilizzatori dei CMMS non “sfruttano” appieno le potenzia-

lità di questi potenti strumenti, magari perché non hanno

acquistato il prodotto giusto. In questo numero pubblichia-

mo una utile tabella di valutazione, creata per dare uno

strumento pratico nella scelta dello strumento informatico

perlagestionedellamanutenzione:inquestomodode-

finiremo le caratteristiche ideali del software, rinunciando

a prestazioni che mai utilizzeremo e focalizzandoci sulle

elaborazioni che il manager di manutenzione userà real-

mente per la gestione tecnica ed economica del processo

manutentivo. In altre parole ottimizziamo l’investimento.

monitoring”. Si utilizzano svariate tecni-

che, analisi tribologiche sui lubrificanti,

misura di vibrazioni, termografia e così

via. Una variazione delle misure effettua-

te rispetto allo stato di normale funziona-

mento indicherà l’aumento del degrado

e permetterà di prevedere il momento

del guasto. Questa tipologia manutenti-

va si avvale quindi di misure derivanti da

prove non distruttive (Pnd) e sistemi di

diagnostica non invasivi, vale a dire quel

complesso di esami, prove, rilievi che

vengono condotti impiegando metodi

chenonalteranoilmaterialeenonneri-

chiedono la distruzione o asportazione di

campioni. D’altra parte, le prove distrut-

tive su campioni in genere sono svolte

dopo che l’evento di guasto è accaduto

e per questo motivo sono chiamate ana-

MANUTENZIONE

lisi post mortem; esse sono comunque

moltoutili,inquantocostituisconolafase

iniziale dell’analisi del guasto

finalizzata

a individuare le modalità di guasto e le

loro cause. Con le tecniche non distrutti-

ve è possibile invece eseguire i controlli in

esercizio, a distanza di sicurezza, seguen-

do periodicamente e, in alcuni casi, an-

cheinmanieracontinual’evolversidella

vita dell’entità sotto esame; tale approc-

cio permette di effettuare la riparazione

o la sostituzione del componente solo

nella situazione in cui manifesti segni di

degradamento critico. Pag. 14

Simulazione a supporto della manutenzione

La simulazione, come denota il nome stesso, tende a

riprodurre fenomeni, che avvengono in una data realtà, in

un altro ambito in cui sia più facile studiare l’evoluzione

del fenomeno simulato... Per far questo si costruisce

un modello, solitamente matematico, del fenomeno da

rappresentare; esso non rappresenta fedelmente la re-

altà in tutte le sue componenti, ma ne privilegia alcune

rispetto ad altre, trascurate a causa della loro irrilevante

influenza sugli aspetti del fenomeno reale che si desidera

investigare. Talvolta il modello viene realizzato grazie a

una struttura fisica, anziché matematica, come accade

quando si riproducono modelli in scala ridotta rispetto

alla situazione reale. Nel caso presente si utilizza una

modellizzazione su codice software, ottenuta con l’ausilio

di un programma di simulazione reso disponibile online.

In questo modo si gode del vantaggio di avere a dispo-

sizione uno strumento già predisposto alla costruzione di

modelli che evolvono nel tempo secondo eventi discreti.

Nella fattispecie un evento discreto è la transizione di

un mezzo di lavoro dallo stato di buon funzionamento

(evento di guasto), un altro è la transizione opposta: da

uno stato di guasto a uno di buon funzionamento (evento

di riparazione). Sono anche eventi discreti la chiamata del

manutentore, l’utilizzo di un pezzo di ricambio, l’impie-

go di un’attrezzatura speciale di ausilio alla riparazione,

l’avvio di una macchina di back-up, l’inserimento nel ciclo

produttivo di un ulteriore addetto alla produzione per

sopperire a una perdita di produzione ed altri ancora. Il

modello di simulazione consiste proprio nella definizione

della struttura in cui avvengono gli eventi (gli elementi)

e delle regole (il motore) secondo le quali essi si avvi-

cendano. Pag. 12

2:06

1

F

L

U

I

D

T

r

a

s

m

i

s

s

i

o

n

i

d

i

P

o

t

e

n

z

a

G

e

n

n

a

i

o

2

0

1

6