■ EDITORIALE

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dell’automazione

industriale

Macchine per il settore

automotive realizzate

con le componenti

pneumatiche Aventics.

Il latinorum ai tempi

dell’Industria 4.0

Tecniche e strumenti di diagnostica

Paolo Stefanini

I

l controllo dello stato di funzionamen-

to di un’entità attraverso la misura di

definiti parametri funzionali è noto col

termine anglosassone di“condition mo-

nitoring”. A tale fine si utilizzano svariate

tecniche: concludiamo la serie di articoli

su questo argomento con le tecniche ot-

tiche e di rilevamento fughe. Per quanto

riguarda i metodi ottici, il principio si basa

sull’impiego della luce come mezzo rive-

latore dei difetti. Analizzando la direzione,

l’ampiezza e la fase della luce diffusa o ri-

flessa dalla superficie di un oggetto opaco,

o trasmessa all’interno di un mezzo traspa-

rente, si possono ottenere informazioni

sullo stato fisico dell’oggetto sotto esame.

I metodi ottici permettono di rilevare un

numero vastissimo di difetti quali cricche,

corrosioni, alterazioni di colore dovute a

surriscaldamenti, erosioni, deformazioni,

irregolarità della finitura superficiale, er-

rori di montaggio di sistemi meccanici,

variazioni dimensionali ecc. Tecniche più

sofisticate, quali l’interferometria ologra-

fica, permettono di allargare i campi di

indagine e di avere maggiori informazioni

Bimestrale - Anno LVI - N° 4 - Settembre 2016 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale

D. L. 353/2003 (con. in L. 27/02/04 n.46) art. 1, comma 1, DCB Milano

ISSN 1126 2737

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ella lingua italiana è facile riscon-

trare un uso eccessivo di termini

inglesi in molti settori della comu-

nicazione quotidiana, non solo tecnica. In

qualche caso l’introduzione di anglicismi

oscuri fa ripensare alla funzione ingan-

natrice di quel latinorum di cui parlava

Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi.

Il modello Industria 4.0 usa termini quali

“Advanced Automation”, “Smart Manu-

facturing”, “Supply Chain Integration”,

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“Big data”, “Open data”, “Internet of things”, “Machine-to-machine”

e “Cloud computing”. Anche nel linguaggio manutentivo si usano

molti termini anglosassoni: si pensi agli indicatori, anzi kpi, MTBF,

MTTR,...., accettati ed inseriti nelle normative UNI sulla manuten-

zione; per la misura delle prestazioni si parla di OEE invece che Pro-

duttività, Resa o Rendimento; conosciamo la parola“Equipment”ed

ignoriamo il termine Entità scelto da UNI per identificare la macchina,

impianto, gruppo,....; CMMS invece che SIM o sistemi informatici di

manutenzione;“outsourcing”invece che terziarizzazione;“failure”per

guasto e“fault”per avaria; usiamo l’acronimo KPI per indicatori di pre-

stazione, ma lo leggiamo male, pronunciando“chi-pi-ai”invece che

“chei-pi-ai”! In effetti una parola inglese può ammazzare tre o quattro

parole italiane, cancellando le sfumature che sempre sono proprie

dei sinonimi, in compenso sintetizzando i concetti e velocizzando la

comunicazione: anche i più restii se ne faranno una ragione, perché,

in definitiva, la lingua riflette le condizioni della società che l’adopera.

rispetto ai metodi ottici tradizionali. L’inter-

ferometria olografica in particolare è una

tecnica di misura senza contatto estrema-

mente sensibile, che permette di rilevare

anche i difetti interni in strutture compo-

site (scollamenti, danni da impatto ecc.),

in coperture di pneumatici sia nuove che

rigenerate (distacchi, bolle, cavità ecc.) e in

propellenti solidi (disomogeneit

à, distac-

chi ecc.). La tecnica è altresì impiegata per

lo studio di fenomeni dinamici, per l’analisi

degli sforzi nei materiali e per il disegno

progettuale di particolari, componenti e

strutture. Le superfici inaccessibili possono

essere ispezionate a vista con endoscopi

a fibre ottiche, rigidi o flessibili, che per-

mettono di accedere anche all’interno di

particolari geometricamente complessi. I

più recenti sono costituiti da telecamere

aventi un diametro di 6-8 mm che ven-

gono introdotte e guidate all’interno della

cavità da esaminare.

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