Uno, Nessuno... Centomila

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MECCANICA

Viti a ricircolo di

sfere per il settore

energia

Le viti di Eichenberger

garantiscono

massima affidabilità

funzionale ed elevate

prestazioni per

l’impiego nel settore

delle tecnologie

energetiche.

17 PNEUMATICA

L’alta moda

diventa 4.0

Il caso applicativo

Festo per Autec:

una macchina per

realizzare porta

carte di credito per i

portafogli griffati da

un noto marchio del

“made in Italy”.

20 OLEODINAMICA

Le sfide di

Industria 4.0

Bosch Rexroth fa il

punto sugli effetti

del decreto Industria

4.0esucomesi

stia attrezzando per

affrontare le sfide

del prossimo futuro.

30 MANUTENZIONE

Manutenzione

predittiva e

intelligente

La famiglia isense

igus, grazie alle

soluzioni smart

plastics, consente

di programmare

gli interventi di

manutenzione

evitando fermi

macchina.

Paolo Stefanini

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■ MECCANICA

Il montaggio corretto dei cuscinetti a sezione sottile

I cuscinetti a sfere a sezione

sottile hanno una sezione

trasversale molto più sottile

rispetto a quella dei cuscinetti

standard dello stesso diametro.

Tale caratteristica li rende

più sensibili alle tolleranze

dell’albero e dell’alloggiamento.

Vi sono diversi fattori da

prendere in considerazione

quando si monta un cuscinetto.

Tra questi rientrano il tipo di

cuscinetto e il suo orientamento,

la direzione e l’ammontare

dei carichi applicati, il

gioco massimo all’interno

del cuscinetto, la coppia

massima di attrito consentita,

le tolleranze di montaggio

dell’albero e dell’alloggiamento,

la temperatura operativa e

quale dei due anelli ruoti.

Un assemblaggio adeguato

è importante per garantire

una performance ottimale

di cuscinetti a sfere a

sezione sottile. L’utilizzo di

cuscinetti appropriati, gli

orientamenti, le tolleranze di

montaggio raccomandate

e le corrette geometrie

dell’albero dell’alloggiamento

garantiranno la piena capacità di

funzionamento del cuscinetto.

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ISSN 1126 2737 - Bimestrale - Anno LVIII - ottobre 2018 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbon. postale - D.L. 353/2003 (con. in L. 27/02/04 n.46) art. 1, comma 1, DCB Milano

■ EDITORIALE

Futuro

S

elettrico

ono trascorsi pochi mesi da

quando dalla fredda Svizze-

ra, il nostro pilota Jarno Trulli

ha collaudato, nell’indifferenza generale, una vettu-

ra da corsa a trazione elettrica. Scopo della prova

era organizzare delle competizioni “full electric”

in giro per il mondo. Nel corso dei primi quattro

anni, le gare di Formula E hanno visto una crescita

di interesse incredibile, sia da parte del pubblico

che da parte dei costruttori. Dal prossimo anno,

le vetture saranno completamente rinnovate nelle

componenti principali, che, sotto la spinta delle

squadre e per esigenze di spettacolo, hanno com-

piuto passi da gigante, soprattutto nella gestione

dell’energia. Infatti, fino ad oggi, l’energia degli ac-

cumulatori non bastava per completare una gara,

costringendo a un cambio batteria, anzi, cambio

macchina, a metà gara. Dalla prossima stagio-

ne, la competizione sarà completata in un’unica

sessione con la stessa auto, in quanto la tecno-

logia è già matura per l’autonomia necessaria per

concludere la gara. Passi da gigante, che presto

vedremo anche nella normale produzione. D’altra

parte, le varie autorità nazionali e locali, oltre che

molti costruttori, più o meno convinti, hanno di-

chiarato guerra al motore a combustione interna

ed in particolare al gasolio. Non c’è ragione per

non ipotizzare la fine, da qui a qualche anno, del

motore a ciclo Diesel, anche se le più importanti

aziende tedesche, in particolare la Mercedes, con-

tinuano a sostenere la sua attualità e convenienza.

C’è però un aspetto negativo che forse non ab-

biamo considerato a pieno: l’innamoramento per

l’ibrido e per l’elettrico, e più ancora la sterzata dei

consumatori verso i modelli a benzina, non è però

privo di conseguenze per i cittadini, che vedranno

ben presto la svalutazione del valore residuo della

propria vettura. Ma forse questo è il prezzo da

pagare per avere un ambiente più pulito, almeno

fino a prova contraria.

■ OLEODINAMICA ■

In questo numero

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www.trasmissionidipotenza.it

Trafilamento dei

fluidi

e sistemi di tenuta

I

dona i condotti e le cavità a esso

destinati, migrando in altre parti

dell’impianto. Il fenomeno è pre-

sente quando vi è discontinuità nel-

la parete di tenuta, sia delle guar-

nizioni sia degli elementi metallici.

La presenza del fenomeno del tra-

filamento deve essere conosciuto

sia per poterne valutare gli effetti

ai fini del funzionamento dei sin-

goli componenti e dell’impianto, sia

per poterlo prevenire, specialmente

quando ciò comporta contamina-

zione dell’ambiente. Col termine di

componenti accessori si indica una

famiglia ampia di dispositivi che

hanno la funzione di trasmettere

la potenza oleodinamica all’inter-

sione minore. Ciò accade in tutti i

componenti oleoidraulici, ove siano

presenti parti in movimento relati-

vo e dove esistano camere o zone

a differenti pressioni. I trafilamenti

esterni causano la fuoriuscita di flu-

ido in pressione dal sistema verso

l’esterno. Avvengono principalmente

nei punti di giunzione statica di varie

componenti dell’impianto, oppure

in presenza di organi mobili. Per

contenere o annullare le perdite di

liquido si utilizzano due tipi sistemi

di tenuta: quelli basati sulla precisio-

ne dell’accoppiamento oppure quel-

li basati su elementi appositamente

previsti per sopprimere i trafilamenti

e cioè le guarnizioni. Le guarnizioni

maggiormente utilizzate sono quelle

di forma torica (gli O-ring) in genere

di dimensioni unificate.

n

Pag.18n

n tutti i componenti oleoi-

draulici è presente il fenome-

no dei trafilamenti, per cui

una parte del fluido abban-

no di un circuito. Sono divisi in due

gruppi: quelli dedicati alla regola-

zione del regime di flusso e quelli

dedicati al collegamento delle varie

parti del circuito.

I trafilamenti interni avvengono tra

due camere dello stesso componen-

te, mantenute però a pressione diver-

sa. In questo caso, il fluido trova un

passaggio per andare dalla camera a

pressione maggiore a quella a pres-

■ MANUTENZIONE ■

Lo sviluppo della manutenzione

verso l’industria 4.0

ze sul “business” aziendale e ai cambiamenti orga-

nizzativi indotti dalle innovazioni studiate. L’Osser-

vatorio TeSeM, con un punto di vista al di sopra del-

le parti, promuove la costituzione di una communi-

ty permanente di confronto tra la domanda e l’offer-

ta di tecnologie e servizi per la manutenzione. Obiet-

tivo della ricerca: lo studio dell’evoluzione verso la

manutenzione basata sulle condizioni (on condition

maintenance), attraverso diversi stadi di sviluppo, a

partire dalla manutenzione correttiva, a guasto, per

arrivare al giusto mix di politiche che rappresentino

la soluzione ottimale per soddisfare le strategie e le

sinergie aziendali.

Come ogni anno è disponibile il report annuale

dell’Osservatorio Tecnologie e Servizi per la Manu-

tenzione (TeSeM) della School of Management del

Politecnico di Milano, risultato di una serie di inda-

gini svolte nell’ambito della manutenzione, per com-

prendere l’impatto dell’Industria 4.0 sulla manuten-

zione e l’orientamento delle aziende italiane nella di-

gitalizzazione dei processi manutentivi. Oggetto di

studio tutti i temi pertinenti l’innovazione della ma-

nutenzione: tecnologie diagnostiche, sistemi infor-

mativi e ICT di supporto, pratiche di ingegneria di

manutenzione, “full service” e altre forme innova-

tive per la fornitura di servizi di manutenzione, ri-

servando una particolare attenzione alle conseguen-

Come ridurre fino al 35% il consumo di energia

n

Pag.22n

■ PNEUMATICA

Per garantire birra di qualità è fondamentale uti-

lizzare aria pulita, priva di vapori di olio che si

possono trovare negli alimenti e nelle bevande

come residui dei processi produttivi. È impor-

tante utilizzare compressori a basso consumo

energetico: in ambito industriale circa l’11% dei

consumi elettrici è ascrivibile all’aria compres-

sa, con un’incidenza del consumo di energia

che può arrivare a rappresentare più del 30%

dell’energia elettrica consumata da un’impresa.

Lo stabilimento Birra Peroni di Padova ha po-

tuto testare, in anteprima mondiale, l’affidabili-

tà del nuovo compressore d’aria “oil-free” Atlas

Copco, che può ridurre il consumo energetico

fino al 35% grazie alla configurazione a motore

doppio, con un algoritmo di controllo intelligen-

te che permette a entrambi gli elementi di fun-

zionare a velocità differenti. Questo compres-

sore, infatti, è dotato di due motori a magneti

permanenti ad alta efficienza e incorpora la più

sofisticata tecnologia VSD (Variable Speed Dri-

ve: azionamento a velocità variabile). Pag. 22

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