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PRODUZIONE

ISSN 1724-6865 • Anno XV • N° 5 - ottobre 2018 • Bimestrale • Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

• EDITORIALE •

I

Stefano Colletta stefano.colletta@tecnichenuove.com

l titolo di questo editoriale potrebbe

essere inteso come scontato ed

ovvio. Scontato perché in un mondo

cosi consumatore di costanti novità, la

voracità nella produzione di cose nuove

o aggiornamenti delle vecchie, diventa

indispensabile e prerogativa di tutte

le aziende manifatturiere. Il fatto poi

che queste novità “...vanno colte”, può

apparire qualcosa di superfluo da dire,

perché la domanda che forse ci si pone

davanti ad una simile affermazione è:

“ma qual è l’azienda che non coglierebbe

un’opportunità che gli si presenta

davanti?”. Ed è proprio questo il nodo

da sciogliere. Ripetiamo un concetto

oramai stra-noto: viviamo in un mondo

che è un unicum, una moderna pangea

tecnologicamente avanzata, ma con

costante necessità di ammodernare

se stessa, di colori diversi ma resa

omogenea dalle regole, abitudini dei vari

“viveri sociali”, dove non è un problema

essere informati e dove le informazioni

su tutto non mancano e la possibilità di

reperirle è cresciuta in maniera smisurata

rispetto al passato. Una pangea che

appare statica ma ad uno sguardo più

attento è invece velocissima nelle sue

dinamiche. In una parola un mondo

globalizzato. In tutto ciò cogliere le

opportunità non è semplice, scontato,

immediato. Ad esempio: gli Emirati Arabi

Uniti attualmente hanno una produzione

di 2,2 chili di rifiuti procapite giornaliero.

Quindi 22 milioni di kg al giorno. La

loro Vision 2021 è quella da una parte

di avere il 75% dei rifiuti dirottati verso

le discariche e che il 27% del bisogno

energetico interno provenga da fonti

pulite. Un settore che cresce al ritmo del

8,5% annuo. Numeri che noi in Europa

leggiamo oramai solo sui libri di scuola.

E la vicina Arabia Saudita, per il 2030

ha intenzione di arrivare a costruire

una città estesa come praticamente

tutta la Sicilia, che abbraccerà tre paesi

(l’Arabia Saudita appunto, la Giordania

e l’Egitto) con una produzione di rifiuti

industriali prima e “civili” dopo, che forse

i 22 mil. attuali di Dubai sembreranno

una inezia. Ovviamente la concorrenza

nella gestione, smaltimento, riuso, non

mancano, ma l’opportunità c’è e sarà così

ancora per un decennio. E scendendo

ancora di livello, sei ragazzi italiani, tutti

al di sotto dei 30 anni, sono riusciti a

dare valore ad un materiale di scarto

per antonomasia, ovvero gli escrementi

umani. Il riuso di questo materiale di

scarto diventa un fertilizzante capace

di promuovere la bioattività naturale

del terreno, rendendo questo, migliore.

Menti italiane, supporto economico,

finanziario, industriale americano perché

(cosi come i 6 ricercatori hanno in più

occasioni sostenuto) in Italia nessuno ha

avuto abbastanza coraggio da investire

in questo progetto. Ed ecco svelato il

motivo per il quale ciò che nel titolo può

sembrare ovvio e scontato, in realtà

non sempre risulta corrispondente

alla realtà. Essere imprenditori, essere

capitani di aziende metalmeccaniche

o manifatturiere, produttori di impianti,

macchine utensili, o di qualunque sistema

per produrre, macro settore sul quale

siamo veramente bravi a livello mondiale,

non basta saper fare il proprio lavoro in

egual modo da sempre. Ci vuole coraggio

di intraprendere, convinzione, studio e

ricerca, scelta oculata delle persone

sulle quali investire, fare rete, sistema,

globalizzarsi in questa nostra pangea,

essere supportati dall’interno, all’interno,

ma anche dall’esterno, da chi magari

crede insieme a noi, che un rifiuto umano

oggi possa essere fonte di guadagno

domani o crede che un’azienda italiana

possa essere in grado di gestire la

trasformazione di 5mila tonnellate di rifiuti

solidi al giorno in energia.

Voi cosa ne pensate?

• F O C U S - A T T U A L I T À ·

SUBFORNITURA 4.0

Anche le aziende di subfornitura stanno beneficiando degli incentivi associati agli investimenti in ambito 4.0.

In questo numero

“Le opportunità

ci sono

e vanno colte”

di Gianandrea Mazzola

A

nazioni del Vecchio Continente, il

piano Industria 4.0 per lo sviluppo

delle tecnologie digitali nelle im-

prese, è stato colto come grande

opportunità dalle aziende italiane. A confermarlo

sono dati provenienti da più fonti, che registrano un

incremento significativo degli investimenti effettua-

vviato e messo in atto con

(colpevole e grande) ritar-

Un lento e complesso processo

di trasformazione digitale sta

cambiando l’idea stessa di fabbrica.

Ora più che mai necessario per

competere sul mercato.

ti dalle imprese. A beneficiarne è

senza dubbio anche il comparto

della subfornitura, al passo con

una trasformazione che coinvolge

in modo preponderante anche le

Pmi, interessate a mettere in atto

piccoli e grandi interventi d’inno-

do rispetto alle principali

vazione. Un processo tutt’altro che semplice ma pi

che mai necessario in termini di competitivit

à.

■ servizio a pagina 8

• CYBERSECURITY •

Una polizza contro

il cyber-rischio

La strategia ideale prevedrebbe la creazione di una cultura e di risorse

professionali dedicate. Si tratta però di un percorso lungo la cui

attuazione necessita investimenti importanti. Reti e dati critici aziendali

possono però esser assicurati ricorrendo all’offerta dei player di mercato.

Dall’officina

al tribunale

Quando Instealta S.r.l., azienda

che produce per conto terzi articoli

tecnici in materiale plastico destinati

a diversi ambiti di sbocco acquistò

un centro di lavoro di seconda mano

dalla Mecnicalist non pensava che

non sarebbe mai stato in grado

di effettuare lavorazioni di qualità

soddisfacente. La Instealta cercò

ovviamente spiegazioni ai responsabili

della Mecnicalist i quali, però,

rigettarono qualsiasi contestazione,

in quanto il centro di lavoro era stato

acquistato secondo la convenzione

“visto e piaciuto”.

Come si concluse la vicenda?

■ servizio a pagina 36

14 ASPORTAZIONE

TRUCIOLO

Piccoli lotti, grandi risultati

La bresciana Tamburini Srl, oltre alla

produzione di utensili e calibri di misu-

ra, vanta anche una struttura specializ-

zata nelle lavorazioni meccaniche di pre-

cisione conto terzi.

LAVORAZIONE

LAMIERA

Competenze, passione e qualità

Dalla progettazione

3D all’assemblaggio

finale, Steel Tech è

in grado di soddisfa-

re le richieste di esi-

genti settori.

20

22 TRATTAMENTIE

FINITURE

Galvanica d’eccellenza

Surcromo si propone come una realtà in gra-

do di offrire un servizio molto al di sopra del-

lo standard, e magari anche qualcosa di più.

24 COMPONENTI

E MINUTERIE

Un approccio sistemico

alla qualità

Fondato nell’immediato

Dopoguerra, il Mollificio

I.S.B. di Castel Maggio,

Bologna, realizza compo-

nenti elastici e componen-

ti tranciati da nastro.

26 LAVORAZIONI PER

INGRANAGGI

Organi di trasmissione di alta

precisione

Gambini Mec-

canica condivi-

de da sempre gli

stessi obiettivi

dei propri clien-

ti, ovvero alta qualità di prodotto, pre-

stazioni elevate e innovazione continua.

30 PLASTICA

(Termo)formare idee

A.P. Form S.p.A. è un’azienda specializzata

nella termoformatura sottovuoto che sta co-

noscendo una crescita costante.

Roberto Carminati

Il digitale produce

cambiamento

Secondo l’Osservatorio Mecspe

PMI Lombardia, il digitale ha

trasformato in modo significativo

6 aziende del manifatturiero su 10

e quasi la metà degli imprenditori

lombardi percepisce la propria

azienda come innovativa.

associate profes-

S

valida strategia di pro-

tezione delle loro reti

in ambiente 4.0. Sono

ormai «perfettamen-

te consapevoli del va-

lore delle idee e dei

progetti che portano

sul mercato e dell’importanza di salva-

guardare la loro proprietà intellettuale

anche mediante i brevetti».

■ servizio a pagina 14

econdo il professor

Gianluca Salviotti,

sor di Practice of infor-

mation systems presso

SDA Bocconi School of

management, le azien-

de del manifatturiero e

ca cominciano a porsi concretamente

il problema della sicurezza dei loro da-

ti. Quindi, di come implementare una

della meccani-

■ servizio a pagina 16

1

ottobre 2018 - Subfornitura News

«La certezza che un’azienda-

partner stia lavorando bene

dal punto di vista della

security può diventare una

discriminante importante per la

scelta dei fornitori da parte dei

committenti»