• Anno XII • N° 3 - giugno 2015 • Bimestrale • Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano • ISSN 1724-6865

organo ufficiale

PRODUZIONE

■ EDITORIALE

SPAZIO GIUSTIZIA

Infortuni sul lavoro

Perché il datore di lavoro è

quasi sempre corresponsabile

anche quando non ha colpa?

pag. 6

ATTUALITÀ

Recupero crediti

La meccanica riparte

dal calo degli insoluti: il 2015 è

all’insegna della positività.

pag. 7

TECNOLOGIA E INNOVAZIONE

Microlavorazioni

Studi e tendenze principali di un

mercato in fortissima espansione

a livello mondiale.

pag. 16

SPAZIO COMMITTENTE

Elettromandrini

su misura

Presentiamo Omlat, uno

dei maggiori costruttori

al mondo di mandrini ed

elettromandrini speciali

destinati ad ogni settore

applicativo.

• a pag 8 •

RETE D’IMPRESA

I 5 interrogativi

Una risposta alle 5

domande più frequenti che

ogni azienda si pone prima

di aggregarsi e fare rete.

• a pag 11 •

DENTRO LE AZIENDE

Non solo

lavorazioni

meccaniche

Visita virtuale nell’officina

La.m.p.a.s, azienda con

un’elevata tecnologia nella

costruzione di stampi.

• a pag 18 •

C

i apprestiamo a chiudere il

primo semestre 2015. Abbiamo

appena superato un periodo

primaverile nel quale è consuetudine

che in questa stagione tutto

rifiorisca e rinasca. La primavera e

l’estate mettono allegria e positività

e fanno scordare col loro tepore,

il freddo inverno passato. Cosi

anche la meccanica sembra essere

fuori dai momenti più bui della

lunga e gelida stagione invernale.

Ripartono gli ordini, risale la fiducia

deglioperatori, emanifestazioni

fieristiche come il Mecspe, pieno

di tanta belle aziende e di prodotti

di altissima qualità, testimoniano

il momento tornato più positivo di

qualche tempo fa. E’ arrivato anche il

tempo dell’Expò 2015 (finalmente),

forse vero driver di crescita per

alcuni comparti metalmeccanici.

Tutto ciò si sta traducendo quindi

in più ordini. Conseguentemente

maggiore possibilità di vedere

il prossimo futuro più roseo. Ma

dobbiamo ancora lavorare molto

per mantere questo trend positivo,

perché in realtà l’Istat fotografa una

situazione positiva dal punto di vista

del fatturato industriale, pari ad un

+0.6% rispetto al mese precedente

mentre in termini annui invece, si

assiste ancora ad un risultato negativo

pari ad un 0.9%. Questo grazie al saldo

tra la poca crescita interna -1.6% e le

esportazioni cresciute di uno 0,8%. Se

andassimo poi ad analizzare con più

puntualità alcuni dati, noteremmo che

vi sono settori i quali fanno registrare

risultati importantissimi e positivi

(trasporti +15%; beni strumentali

+3.9%) e settori dove invece si

registrano valori con segno meno

come la chimica (-0.6%). Accanto

a tutto ciò inizia ad essere positivo

anche il dato dell’economia interna,

ancora troppo debole, sfiduciata da

una parte e troppo provata dall’altra,

ma comunque capace di invertire un

po’ la rotta portandosi ad un +1.6%

rispetto all’inizio del 2015. Piccoli

segnali che fanno ben sperare. Il Pil

di diverse regioni industrializzate

possiamo considerarlo in lievissima

crescita o tutto al pi

ù in stagnazione.

Segnali positivi arrivano poi dal fonte

della cassa integrazione dove in alcune

regioni si

è tornati ad assumere. Buona,

manonancorasufficiente,laritornata

volont

à di concedere credito da parte

delle banche anche alla piccola e

media impresa metalmeccanica. In

questo periodo si assistono fenomeni

strani come quelli in cui direttori di

importanti istituti bancari chiedono ad

operatori imprenditoriali ed associativi,

se è realmente percebile dalle aziende,

il reale desiderio da parte delle banche

stesse, di concedere pi

ù credito. Se

si intervistano gli imprenditori poi,

il saldo ottimisti-pessimisti risulta

positivo e dopo molti semetri negativi

oggi possiamo parlare di un +9%. La

considerazione dell’aumento della

produzione è positivo (+51.6%),

quella degli ordini totali (esteri

soprattutto) altrettanto. Ma quindi

nulla da criticare? In realtà se segnali

positivi ve ne sono, dall’altra l’industria

italiana dovrà proseguire il percorso

di posizionamento sui mercati

esteri tenendo presente che nel

frattempo anche gli altri paesi sono

cresciuti in termini di competente e

qualità, e il paese dovrebbe capire

definitivamente, che un sistema con

una pressione

fiscale come la nostra

ed una burocrazia cosi pressante,

non aiutano di certo la crescita e lo

sviluppo di una nazione.

Voi cosa ne pensate?

L

sempre più pressanti: da un lato de-

quotidiana. Se le potenzialit

à del carbonio

nei prodotti di consumo sono ormai no-

te, quelle del grafene sono ancora tutte da

scoprire. Anche e soprattutto in tempi di

crisi, le aziende di subfornitura investono

nella ricerca di nuovi materiali o nell’ac-

quisto dei materiali migliori e si organiz-

zano per offrire il servizio migliore. Anche

e soprattutto in tempi di crisi, i clienti so-

no disposti a spendere per un prodotto di

alto livello e un servizio puntuale. Segno

che la qualit

à non ha perso il suo valore,

anzi è la chiave per continuare a crescere.

■ servizio a pagina 12

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SIAMO FUORI

Made in Italy

DALL’INVERNO

ECONOMICO?

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Stefano Colletta

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1

e aziende di subfornitura devono af-

frontare un mercato dalle richieste

vono offrire un ottimo prodotto, dall’al-

tro devono lavorare in tempi rapidissimi.

Un imperativo che riguarda ogni settore:

da quello automobilistico alle costruzioni,

dall’aerospaziale al tessile. Dal punto di vi-

sta del prodotto, le qualità imprescindibili

dei materiali impiegati sono leggerezza, re-

sistenza e flessibilità. In poche parole: alte

prestazioni. I materiali del futuro dovranno

essere sempre più performanti e garantire

una più alta produttività per passare dal

laboratorio all’industria e infine alla vita

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